Giornata della Madre per la Pace

La festa della mamma è celebrata dai paesi del mondo in momenti diversi durante l’anno. Numerosi paesi, come Stati Uniti, Italia, Australia, Giappone, Congo, Brasile, la celebrano, comunque, la seconda domenica di maggio.
Le origini della festività ufficiale sono collegate alla figura di Julia Ward Howe, poetessa e scrittrice, autrice del testo della famosa canzone patriottica americana “Battle Hymn of the Republic”.
Nel 1870, negli Stati Uniti, ella lavorò per creare una giornata della pace dedicate alle madri (Mother’s Peace Day) e a tal fine scrisse un appello alle donne del mondo per unirsi al fine di realizzare un mondo pacifico, come reazione alla carneficina della guerra civile americana e della guerra franco-prussiana.

Sorgete, donne tutte che avete un cuore, sia che il vostro battesimo sia stato quello dell’acqua sia che sia stato quello delle lacrime! Dite fermamente: “Non avremo le grandi questioni decise da organizzazioni irrilevanti; i nostri mariti non verranno da noi che puzzano di carneficina per ricevere carezze e applausi”.
I nostri figli non ci saranno tolti per disimparare quello che siamo state in grado di insegnare loro sulla carità , sulla compassione e la pazienza. Noi, donne di un paese, saremo troppo tenere rispetto a quelle di un altro per permettere ai nostri figli di essere addestrati per ferire i loro.


Dal seno della terra devastata una voce sale con la nostra. Dice: “Disarmare, disarmare! La spada non è l’equilibrio della giustizia”. Il sangue non cancella il disonore né la violenza indica il possesso.
Poiché gli uomini hanno spesso abbandonato l’aratro e l’incudine in occasione della chiamata alla guerra, lasciate che le donne abbandonino tutto ciò che può essere ancora rimasto di casa per un grande e serio giorno di consiglio. Lasciatele incontrare prima, come donne, per piangere e commemorare i morti. Lasciatele, quindi, solennemente consigliarsi a vicenda sui mezzi con cui la grande famiglia umana può vivere in pace, ciascuno imparando con il proprio tempo, l’ispirazione sacra, non di Cesare, ma di Dio.


In nome della femminilità e dell’umanità, chiedo sinceramente che un congresso generale di donne senza limiti di nazionalità possa essere designato e tenuto in un luogo ritenuto il più conveniente e al più presto, coerente con i suoi obiettivi, per promuovere l’alleanza delle diverse nazionalità, la composizione amichevole di questioni internazionali, i grandi e generali interessi della pace.

Julia Ward Howe, 1870