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Progetto Espressione Creativa nell’Educazione della Prima Infanzia

Presentazione del progetto mondiale OMEP sulla
Espressione Creativa nell’Educazione della Prima Infanzia

Il Progetto Mondiale sulla Espressione Creativa nell’Educazione della Prima Infanzia, coordinato da OMEP Italia e approvato dall’Assemblea Mondiale di Bologna del 2025, nasce dalla convinzione che i linguaggi espressivi, la creatività e la partecipazione siano dimensioni fondamentali dello sviluppo infantile e costituiscano un diritto umano universale. Fin dai primi anni di vita, i bambini costruiscono il proprio pensiero, la propria identità e la propria presenza nel mondo attraverso gesti e movimento, ritmi e canto, giochi drammatici, narrazione orale, animazione di figure, creatività orale, attività grafiche e plastiche e attività artigianali. Questi linguaggi appartengono alla nostra umanità e rappresentano forme originarie di relazione, conoscenza e cultura.

Il progetto si colloca nel quadro dei principali riferimenti internazionali: la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, la Convenzione UNESCO del 2005 sulla Diversità delle Espressioni Culturali, la Dichiarazione di Tashkent del 2022, l’Agenda 2030 e il Quadro UNESCO 2024 per l’Educazione alla Cultura e alle Arti. In dialogo con queste cornici, il progetto assume una prospettiva basata sui diritti umani, sulla diversità culturale e su una pedagogia trasformativa che riconosce la cultura dell’infanzia come bene comune da promuovere e proteggere.

La proposta non riguarda soltanto i bambini, ma coinvolge pienamente le figure adulte, professionali e non professionali, che partecipano alla vita culturale dell’infanzia come mediatori, co‑autori e custodi delle pratiche espressive. I linguaggi creativi non sono attività isolate dei bambini, ma forme di relazione che si costruiscono tra generazioni, nelle famiglie, nei servizi educativi, nelle comunità e nei contesti culturali. In questa prospettiva, il progetto riconosce il ruolo dell’adulto — educatore, insegnante, genitore, artista, narratore, artigiano, membro della comunità — come presenza competente capace di sostenere, ampliare e condividere le esperienze espressive, contribuendo alla costruzione di una cultura dell’infanzia viva, partecipata e generativa.

In questo quadro, l’Italia rappresenta oggi un laboratorio attivo di collaborazione tra educazione, pratiche espressive e vita culturale. La ricchezza delle sue tradizioni pedagogiche e culturali, unite a una rete vivace di istituzioni, associazioni, università e centri culturali, ha favorito negli ultimi anni un’intensificazione dello scambio tra pratiche educative e pratiche espressive. Questo dialogo si è strutturato in sinergie significative, in particolare attorno ai temi dell’educazione al patrimonio culturale, della trasmissione delle tradizioni e della costruzione delle comunità educanti. Tale dinamica conferma la vitalità della pedagogia italiana e la sua capacità di generare innovazione, contribuendo in modo sostanziale alla visione internazionale del progetto.

A partire da questa base, il progetto si apre ora a una collaborazione internazionale ampia e partecipata, che coinvolge i comitati nazionali dell’OMEP in un processo di co‑costruzione culturale e pedagogica. La prospettiva globale è parte integrante dell’iniziativa: i linguaggi espressivi, pur radicati nelle culture locali, diventano un terreno comune di dialogo tra Paesi, contesti educativi e tradizioni diverse. La costruzione del repertorio mondiale, la condivisione delle pratiche, la revisione collettiva dei documenti e la partecipazione dei comitati alla definizione delle linee di sviluppo del progetto testimoniano la natura cooperativa dell’iniziativa. In questa visione, ogni comitato contribuisce con la propria specificità culturale, arricchendo un patrimonio condiviso che appartiene all’intera comunità OMEP.

Descrizione ufficiale del logo del progetto
«Espressione creativa nell’educazione della prima infanzia»

Il logo rappresenta una ruota dei linguaggi espressivi, simbolo della varietà delle forme attraverso cui i bambini e le bambine della prima infanzia esplorano, interpretano e trasformano il mondo.

Al centro si trova la figura stilizzata di un burattino, richiamo diretto all’immaginario dell’infanzia. Il burattino rappresenta il bambino come protagonista attivo, capace di animare, trasformare e dare forma ai propri pensieri ed emozioni attraverso il gioco simbolico.

Alla base della ruota è collocata una mano espressiva, simbolo del gesto che anima, sperimenta e crea. La mano rappresenta l’origine dell’esperienza creativa — il contatto con il mondo, la manipolazione, la scoperta sensoriale — e, nel contesto del logo, richiama anche il linguaggio dell’animazione di figure e burattini, dove il gesto diventa movimento che dà vita all’oggetto e ne attiva il potenziale simbolico.

Attorno al fulcro si sviluppa una ruota composta da otto icone, ciascuna associata a un colore e a un linguaggio espressivo. La disposizione circolare indica la continuità del processo creativo, mentre la successione cromatica suggerisce un percorso fluido che va dal corpo al simbolo, dal gesto alla narrazione.

I linguaggi rappresentati sono:

  1. Mano blu — animazione di figure e burattini
  2. Piuma viola — poesie, proverbi, filastrocche
  3. Piedi acquamarina — gesti e movimento
  4. Maracas gialle — ritmo ed esplorazione musicale
  5. Maschera arancione — giochi drammatici e teatrali
  6. Artigianato rosso — materiali e tecniche della tradizione
  7. Pennello e tavolozza verdi — disegno, pittura, modellazione
  8. Fumetto azzurro con stelle — racconti e narrazione orale

La ruota permette una doppia lettura:

  • circolare, come ciclo naturale dell’espressione creativa;
  • trasversale, grazie alle corrispondenze tra linguaggi corporei, simbolici e narrativi.

L’espressione creativa nella prima infanzia è anche una pratica profondamente intergenerazionale. I linguaggi rappresentati nella ruota non appartengono solo ai bambini, ma sono parte di un patrimonio culturale condiviso che si trasmette, si rinnova e si reinventa attraverso la relazione educativa. L’adulto — educatore, genitore, familiare o membro della comunità — partecipa come presenza competente, capace di offrire contesti, materiali, gesti e narrazioni che ampliano le possibilità espressive dei bambini.

I linguaggi espressivi appartengono alla nostra umanità: sono forme originarie attraverso cui le persone, in ogni cultura e in ogni epoca, danno senso al mondo, costruiscono relazioni e generano immaginari condivisi. Proprio perché radicati nell’esperienza umana, diventano nei contesti educativi della prima infanzia dispositivi pedagogici capaci di sostenere la crescita, la partecipazione e la creatività dei bambini.

In questa prospettiva, la ruota dei linguaggi espressivi rappresenta in modo unitario i tre assi fondamentali dell’educazione della prima infanzia: gioco, espressione e partecipazione. Ogni linguaggio ne incarna una dimensione e, allo stesso tempo, contribuisce a intrecciarle, mostrando come l’esperienza educativa sia sempre un processo creativo, relazionale e condiviso.

Mano blu

Mano blu

Animazione di figure e burattini

Piuma viola

Piuma viola

Poesie, proverbi, filastrocche

Piedi acquamarina

Piedi acquamarina

Gesti e movimento

Maracas gialle

Maracas gialle

Ritmo ed esplorazione musicale

Maschera arancione

Maschera arancione

Giochi drammatici e teatrali

Artigianato rosso

Artigianato rosso

Materiali e tecniche della tradizione

Pennello e tavolozza verdi

Pennello e tavolozza verdi

Disegno, pittura, modellazione

Fumetto azzurro con stelle

Fumetto azzurro con stelle

Racconti e narrazione orale

Resoconto del primo anno di lavoro
(settembre 2025 – giugno 2026)

Tra settembre 2025 e giugno 2026, il progetto ha attraversato la sua fase fondativa, dedicata alla costruzione delle basi concettuali, pedagogiche, organizzative e comunicative necessarie per sostenere un’iniziativa globale di lungo periodo. Il Comitato Italiano dell’OMEP ha svolto un ruolo di laboratorio, avviando processi che saranno progressivamente estesi alla rete internazionale.

Un primo asse di lavoro ha riguardato la definizione del quadro teorico e pedagogico del progetto. È stato elaborato un documento che articola i concetti di espressione creativa, linguaggi espressivi, pedagogia trasformativa e diversità culturale nell’infanzia, mettendo in dialogo le tradizioni pedagogiche storiche con le cornici normative contemporanee. Questo documento, in fase di finalizzazione, sarà presentato all’Assemblea Mondiale dopo un percorso di revisione condivisa con un gruppo internazionale ristretto, così da riflettere la visione collettiva dell’OMEP.

Parallelamente, è stata avviata una prima ricognizione delle pratiche espressive nei servizi educativi italiani, con l’obiettivo di raccogliere esperienze, testimonianze e repertori culturali legati agli otto assi espressivi del progetto. Questa fase pilota ha permesso di individuare materiali originali che costituiranno il nucleo iniziale del futuro archivio digitale globale, destinato a raccogliere contributi dai comitati nazionali e a sostenere la cooperazione internazionale.

Il primo anno ha visto anche la nascita di una rete di contatti e collaborazioni con ricercatori, educatori, narratori orali, professionisti delle pratiche espressive e istituzioni culturali. Questa rete, ancora in fase di consolidamento, è destinata a evolvere in un gruppo di lavoro internazionale che accompagnerà il progetto nel tempo, garantendone la rilevanza globale e la connessione con diversi contesti culturali.

In questo stesso periodo, l’Italia ha intensificato e strutturato collaborazioni significative che hanno rafforzato il dialogo tra educazione, pratiche espressive e vita culturale. Le sinergie sviluppate attorno ai temi dell’educazione al patrimonio culturale, della trasmissione delle tradizioni e della costruzione delle comunità educanti hanno generato materiali originali e pratiche espressive che arricchiranno il repertorio globale del progetto.

Sul piano comunicativo, è stata sviluppata l’identità visiva del progetto, comprendente il logo, la palette cromatica e gli elementi grafici che ne caratterizzeranno la presenza pubblica. Questa identità visiva è pensata come strumento di riconoscibilità e coerenza, capace di sostenere la diffusione del progetto nella rete mondiale dell’OMEP.

Il primo anno di lavoro ha mostrato con chiarezza che la creatività e i linguaggi espressivi non appartengono soltanto ai bambini, ma sono pratiche culturali condivise che coinvolgono pienamente le figure adulte, professionali e non professionali, nella costruzione di relazioni significative e di comunità educanti. Educatori, insegnanti, genitori, narratori, artigiani e membri delle comunità locali hanno partecipato attivamente ai processi avviati, contribuendo a generare un patrimonio di esperienze che testimonia la vitalità della cultura dell’infanzia e la sua capacità di trasformare i contesti educativi e sociali.

Il lavoro svolto tra settembre 2025 e giugno 2026 non rappresenta soltanto una fase preparatoria, ma un movimento culturale che ha iniziato a produrre effetti concreti: nuove alleanze, nuove pratiche, nuovi repertori, nuove forme di partecipazione. L’Italia, grazie alla sua tradizione pedagogica e alla vivacità delle sue istituzioni culturali, ha svolto un ruolo decisivo nel rendere possibile questo processo, diventando un laboratorio attivo in cui educazione, pratiche espressive e cultura si sono intrecciate in modo generativo.

Il progetto entra ora in una fase di ampliamento che richiederà un impegno collettivo ancora più intenso. La costruzione del repertorio globale, la definizione della task force internazionale, la progettazione di percorsi formativi condivisi, la documentazione delle pratiche espressive nei diversi Paesi e lo sviluppo dell’archivio digitale multilingue rappresentano le prossime tappe di un percorso che mira a rafforzare la presenza dell’infanzia nelle pratiche sociali e culturali, a promuovere la diversità delle espressioni culturali e a sostenere una pedagogia della prima infanzia capace di contribuire alla pace, alla sostenibilità e alla cittadinanza globale.

Contatti

Responsabile:
Matteo Corbucci
presidente@omepitalia.org

Per maggiori informazioni e per partecipare al progetto:
info@omepitalia.org